Adventures of a Vegan Cyclist

14 Aprile 2007 Nessun commento


“From the seat of a bike, my view of the kitchen and the road”
Il titolo la dice tutta sul contenuto di questo coloratissimo blog,
di VeganCyclist blogger statunitense.

Dategli uno sguardo!

Visita il blog: vegancyclist.blogspot.com

Letormenta

14 Aprile 2007 1 commento


Non siamo un gruppo. Non nel senso comune del termine. Non suoniamo musica. Nessuno di noi conosce il pentagramma. Non siamo scrittori ne tanto meno poeti. Eppure produciamo rumore e le nostre parole potrebbero toccare qualcuno nella parte più profonda.

La necessità di poter comunicare intensamente le nostre emozioni e le nostre idee ci ha portati a questo. Non vogliamo essere innovativi ne tanto meno alla moda, ciò che volgiamo è ben altro, non possiamo fermarci a cose così banali. Né abbiamo la presunzione di avere la verità in mano. Semplicemente ciò che siamo. Sicuramente non è il modo più appropriato di porre noi stessi: mediante musica distorta e violenta e con parole crepate in gola?ma il nostro impeto vitale al momento è incontrollabile.

Noi siamo vivi. E dobbiamo dimostralo.

Dategli uno sguardo …….

Visita il sito: www.letormenta.com

Vegan.org

30 Gennaio 2007 Nessun commento


Vegan Action:
For the animals, the environment and our health. Vegan Certification Campaign Humane Outreach Campaign McVegan Campaign Vegan Dormfood Campaign

Vegan Action is a nonprofit organization dedicated to helping the animals, environment, and human health by educating the public about the benefits of a vegan lifestyle and encouraging the spread of vegan food options through our public outreach campaigns. Learn more..

Please Support >>

Vegan Action animated banner

ThinkVegan.net

27 Agosto 2006 Nessun commento


ThinkVegan wants to promote a reflection on the reasons to end disrimination towards non-human animals, and in consequence encourage humans to stop using them for their benefit.

Moving protest against Procter & Gamble’s animal testing

27 Maggio 2006 Nessun commento


moving protest against Procter & Gamble’s animal testing

per info vai su: http://www.uncaged.co.uk/

Il sito della settimana [www.lavocedeiconigli.it]

29 Marzo 2006 Nessun commento


Leggo dal sito www.lavocedeiconigli.it

Questo sito è nato da una consapevolezza che ho raggiunto nel corso degli anni, dal sentimento d’amore e rispetto che ho sempre avuto verso tutti gli animali e dall’orrore, il dolore e il disprezzo nel conoscere cosa l’ uomo è capace di fare verso gli esseri indifesi che piu’ fra tutti sono gli animali.
Qui troverete delle pagine con approfondimenti e riflessioni su vari argomenti, scoprirete molte verita’ e cose che spesso si ignoravano.
Poi ognuno puo’ decidere…io ho scelto! non voglio contribuire piu’, per quello che posso, all’ ingiusta sofferenza e morte di altri esseri senzienti.
TUTTO CIO’ CHE RESPIRA NON HA FORSE LO STESSO DIRITTO ALLA VITA?

Per me la risposta è “SI”

visita il sito: www.lavocedeiconigli.it

senza parole …

2 Marzo 2006 1 commento


senza parole …

Il maiale che cantava alla luna [La vita emotiva degli animali da fattoria]

2 Gennaio 2006 Nessun commento


-Per troppo tempo gli animali da fattoria sono stati disprezzati e
considerati esseri ottusi e insensibili: attingendo a storia, letteratura,
aneddoti e studi scientifici (oltre che alla propria esperienza) l’autore dà
voce a queste creature inermi e allevate per essere munte, tosate, macellate
e mangiate.

-Se molti psicologi comportamentisti sostengono che è impossibile
determinare quando un animale è felice, Masson fa invece una considerazione
molto semplice: un animale è felice quando può vivere secondo la propria
natura.

-E il passo ulteriore per lui è stato scegliere un’alimentazione
priva di qualsiasi ingrediente di origine animale. Studioso di sanscrito e
psicanalista, Masson è stato direttore degli Archivi Sigmund Freud.

“Avevamo sentito un’infinità di storie su questa scrofa
incredibile che adorava farsi una nuotata di prima mattina,
quando il mare era liscio come l’olio, e apprezzava
la compagnia dei bambini, sempre che le dessero una
grattatina sulla pancia prima di andarsene. Era pulitissima,
beneducata, sensibile, intelligente e socievole.”

“Masson è uno scrittore meraviglioso e questo è il suo libro più
importante. Spero che tutti lo leggano perché cambierà il modo
in cui la gente considera animali che incontra ogni giorno: nel
proprio piatto.”
Peter Singer

-Emily, una mucca Holstein di cinque anni, mentre viene condotta al
mattatoio si accorge di cosa sta per accaderle, salta una staccionata e
scappa nei boschi. Il maiale Floyd viveva felice in un rifugio per animali
da fattoria, un luogo dove non doveva temere di essere ucciso né mangiato,
insieme ad altri suini e a persone contente di occuparsi di lui. Ma da
quando è stato trasferito in un’altra struttura è caduto in una profonda
depressione: non gioca, non mangia e rifugge i suoi simili. È circondato
dall’affetto e il suo benessere è assicurato, eppure soffre di nostalgia.
Aggie, una vecchia gallina quasi completamente cieca, viene amorevolmente
accudita da un giovane pollo: i due si crogiolano al sole e fanno bagni di
terra insieme, e ogni sera si accoccolano vicini sul posatoio. Li lega un
fortissimo vincolo d’amicizia, lo stesso che molte galline instaurano con le
proprie compagne, e perfino con esemplari di specie diverse, come i tacchini
o le anatre.
Gli animali da fattoria quindi provano sentimenti, sono individui con
una personalità unica e ben definita anche se non riescono a comunicarcelo,
o meglio, se non siamo in grado di capirli. È per questo che non dovremmo
considerarli solo fornitori di carni, abiti, scarpe e cinture, nati per
essere macellati, tosati, scuoiati, spiumati o munti. Perché anch’essi hanno
diritto alla felicità, a vivere secondo natura, seguendo le orme dei loro
antenati; mentre certamente non è felice una mucca costantemente ingravidata
perché continui a produrre latte e via via privata dei figli, ipernutriti e
subito trasformati in bistecche, né una gallina rinchiusa in una gabbia
grande quanto un foglio di giornale con altre cinque, un’anatra o un’oca
ingrassate a forza attraverso un tubo che scende dalla gola fino allo
stomaco, un agnello che rabbrividisce di freddo dopo la tosatura.
Jeffrey Moussaieff Masson attinge a storia, letteratura, studi
scientifici e all’esperienza personale, agli incontri con allevatori e
attivisti del movimento per la liberazione animale per dare voce a queste
creature e illustrarne la straordinaria e complessa vita emotiva. Forse non
smetteremo di mangiare carne dopo averlo letto, né di indossare capi in
lana, ma senza dubbio Il maiale che cantava alla luna è un libro
appassionato e intelligente, che offre numerosi spunti di riflessione e
colpisce nel profondo la nostra sensibilità.

fonte:www.agireora.org
leggi l’articolo originale

Gabbie vuote, la sfida dei diritti animali (Edizioni Sonda)

17 Dicembre 2005 Nessun commento


Esce finalmente anche in Italia l’ultimo libro di Tom Regan “Empty cages”. Gabbie vuote non è solo, come lo ha definito Jeffrey Masson “la miglior introduzione al problema dei diritti animali”, ma soprattutto un telescopio che ci proietta in quel futuro dove vorremmo già essere: un mondo senza gabbie, un mondo vegetariano. Gabbie vuote Tom Regan è con Peter Singer uno tra i maggiori filosofi che hanno argomentato in maniera razionale e raffinata a favore dei diritti animali. Nonostante ciò, libri di Regan in italiano sono difficilmente reperibili: il suo lavoro principale “I diritti animali” (Garzanti) è esaurito da tempo, così come “Diritti animali, obblighi umani” (Edizioni Gruppo Abele), una raccolta di testi edita in collaborazione con Singer. Già solo per questo motivo, la pubblicazione del suo più recente lavoro, “Gabbie vuote”, è da salutare come un evento significativo. “Gabbie vuote” è un testo importante anche per un’altra serie di motivi. Innanzitutto è un testo agile e di facile lettura, che riassume in circa 300 pagine i principi fondamentali del pensiero aspecista ed egualitario (la base dei diritti animali), i principali abusi perpetrati quotidianamente e in maniera istituzionalizzata dagli umani sugli altri animali e una serie di linee-guida lungo le quali il movimento animalista dovrebbe muoversi per rendere il proprio messaggio sufficientemente diffuso da essere universalmente accettato. In secondo luogo, la facilità di lettura (è un testo che non richiede una laurea in filosofia per essere letto e capito) non va a discapito dell’accuratezza e della radicalità del messaggio. Regan indica chiaramente che, data l’assoluta fondatezza dei diritti animali, la richiesta del movimento non deve essere quella, come spesso accade, di gabbie più grandi, ma appunto di gabbie vuote.
In terzo luogo, anche la struttura del testo è di estremo interesse, essendo impostata nella forma dell’autobiografia filosofica, dove le acquisizioni teoriche e la conoscenza degli abusi perpetrati nei confronti degli altri animali sono parte integrante del percorso esistenziale della persona Tom Regan.
Per questo motivo Regan si autodefinisce un “temporeggiatore”. Temporeggiatori sono coloro (e sono la stragrande maggioranza) che sono giunti a una piena coscienza animalista (cioè non accettano nessuno dei cinque modi in cui gli altri animali sono sfruttati – per farne cibo, abbigliamento, divertimento, sport o strumenti di ricerca – in una parola sono vegani) facendo un passo per volta, facendosi una domanda e poi un’altra, trovando le risposte strada facendo. Questo è il motivo per cui il libro è dedicato ai temporeggiatori: come sostiene Regan costoro sono il futuro del movimento di liberazione animale; senza aver “reclutato” tutti i possibili temporeggiatori non si avrà mai quella massa critica di persone che potranno rendere reale il cambiamento richiesto dall’adozione dei diritti animali. E questo è un ulteriore punto di forza del libro: chi è dotato di un minimo di capacità logica e di sensibilità si troverà spinto da queste pagine lungo un percorso che, una volta intrapreso, non può che concludersi con l’acquisizione di una piena coscienza animalista. Infine, questo volume è sicuramente consigliabile a tutti gli attivisti del movimento animalista, in quanto le sue argomentazioni permetteranno, da un lato, di mettere a fuoco le idee necessarie per rispondere in maniera inattaccabile alle principali obiezioni ai diritti animali e, dall’altro, di indirizzare al meglio la politica del movimento, che deve essere a un tempo radicale e realista.
Il libro è diviso in cinque parti. La prima riassume la storia personale di Tom Regan e gli aspetti salienti della storia recente del movimento. La seconda, certamente la più densa e la più feconda, espone con chiarezza cosa sono i diritti umani e perché sono importanti come premessa per dimostrare cosa sono e perché sono altrettanto importanti quelli animali. Se gli animali non umani sono a noi uguali sotto tutti gli aspetti moralmente rilevanti, in quanto abbiamo tutti una medesima origine e i medesimi corpi, allora il mantenere gli attuali doppi standard morali (uno per noi e uno per gli altri animali, uno per i cosiddetti “animali da compagnia” e uno per i cosiddetti “animali da reddito”, ecc.) è profondamente immorale. La terza parte è dedicata a smascherare la retorica falsamente rassicurante delle leggi a favore del “benessere animale” e dell’industria basata sullo sfruttamento dei non-umani. Se parole come “umanitario”, “benessere” e “cura responsabile” hanno ancora un senso, risulta molto difficile poterle applicare all’attuale condizione animale. Tale parte è preliminare alla quarta sezione del libro che passa in rassegna i principali campi di impiego degli animali non umani da parte di quelli umani. Anche questa parte, il “museo degli orrori” che va necessariamente riportato in ogni testo che si prefigge di sostenere i diritti animali, è presentata da Regan con estrema originalità, evitando inutili elenchi di cifre e di abusi più o meno efferati. Regan, invece, si concentra su alcune situazioni paradigmatiche dalle quali trarre, con poche “pennellate” estremamente efficaci, le lezioni più rilevanti. L’ultima parte del libro consiste in una sorta di vademecum al fine di facilitare l’adesione dei temporeggiatori al movimento animalista.
Ad apertura e chiusura del libro, c’è la straziante storia passata e l’esaltante prospettiva futura di una soffice gatta bianca. Non diremo niente di questa gatta per non rovinare la sorpresa preparataci da Regan nel finale, se non che questa gatta, la vera protagonista del libro, ci trasmette un messaggio chiaro e difficilmente equivocabile: gabbie vuote!

12 settembre 2005 – Massimo Filippi (Oltre la Specie)
Fonte: L’Idea Vegetariana – settembre 2005 n. 171 –

articolo preso dal sito: www.vegetariani.it

PogoCafe.co.uk

26 Settembre 2005 Nessun commento


Se fate un “salto” a Londra potreste visitare il PogoCafe, uno dei locali più carini e “stilosi” che abbia visto di recente.

76 Clarence Road, Hackney, London E5 8HB
Phone: 0208 533 1214

What?s Pogo Café?
A place that offers delicious and healthy vegan food with a bit of music, art, books and information. The café is organised as a workers’ co-operative. We trade with a high standard of social and environmental awareness with local and fairtrade sourcing and by providing an example to individuals and other commercial and non-commercial organisations. The café caters for vegans, food allergies, living food diets, other special diets and those concerned with healthy eating and fairtrade.
What?s a Worker?s co-operative?
In a conventional company the owners (members/shareholders) of the company do not work for the company, but are able to reap the profits generated via the dividends paid on their shares.
They appoint directors to manage the company on their behalf. The workers are a part of the machinery of the company, and their labour is ?bought? from them by the bosses, who decides the wages. In a workers co-op the situation is reversed and the workers use their collective skills, knowledge and capital to provide themselves with an income; deciding themselves, together, their own wages, hours, etc?

visita il sito: www.pogocafe.co.uk/