
-Per troppo tempo gli animali da fattoria sono stati disprezzati e
considerati esseri ottusi e insensibili: attingendo a storia, letteratura,
aneddoti e studi scientifici (oltre che alla propria esperienza) l’autore dà
voce a queste creature inermi e allevate per essere munte, tosate, macellate
e mangiate.
-Se molti psicologi comportamentisti sostengono che è impossibile
determinare quando un animale è felice, Masson fa invece una considerazione
molto semplice: un animale è felice quando può vivere secondo la propria
natura.
-E il passo ulteriore per lui è stato scegliere un’alimentazione
priva di qualsiasi ingrediente di origine animale. Studioso di sanscrito e
psicanalista, Masson è stato direttore degli Archivi Sigmund Freud.
“Avevamo sentito un’infinità di storie su questa scrofa
incredibile che adorava farsi una nuotata di prima mattina,
quando il mare era liscio come l’olio, e apprezzava
la compagnia dei bambini, sempre che le dessero una
grattatina sulla pancia prima di andarsene. Era pulitissima,
beneducata, sensibile, intelligente e socievole.”
“Masson è uno scrittore meraviglioso e questo è il suo libro più
importante. Spero che tutti lo leggano perché cambierà il modo
in cui la gente considera animali che incontra ogni giorno: nel
proprio piatto.”
Peter Singer
-Emily, una mucca Holstein di cinque anni, mentre viene condotta al
mattatoio si accorge di cosa sta per accaderle, salta una staccionata e
scappa nei boschi. Il maiale Floyd viveva felice in un rifugio per animali
da fattoria, un luogo dove non doveva temere di essere ucciso né mangiato,
insieme ad altri suini e a persone contente di occuparsi di lui. Ma da
quando è stato trasferito in un’altra struttura è caduto in una profonda
depressione: non gioca, non mangia e rifugge i suoi simili. È circondato
dall’affetto e il suo benessere è assicurato, eppure soffre di nostalgia.
Aggie, una vecchia gallina quasi completamente cieca, viene amorevolmente
accudita da un giovane pollo: i due si crogiolano al sole e fanno bagni di
terra insieme, e ogni sera si accoccolano vicini sul posatoio. Li lega un
fortissimo vincolo d’amicizia, lo stesso che molte galline instaurano con le
proprie compagne, e perfino con esemplari di specie diverse, come i tacchini
o le anatre.
Gli animali da fattoria quindi provano sentimenti, sono individui con
una personalità unica e ben definita anche se non riescono a comunicarcelo,
o meglio, se non siamo in grado di capirli. È per questo che non dovremmo
considerarli solo fornitori di carni, abiti, scarpe e cinture, nati per
essere macellati, tosati, scuoiati, spiumati o munti. Perché anch’essi hanno
diritto alla felicità, a vivere secondo natura, seguendo le orme dei loro
antenati; mentre certamente non è felice una mucca costantemente ingravidata
perché continui a produrre latte e via via privata dei figli, ipernutriti e
subito trasformati in bistecche, né una gallina rinchiusa in una gabbia
grande quanto un foglio di giornale con altre cinque, un’anatra o un’oca
ingrassate a forza attraverso un tubo che scende dalla gola fino allo
stomaco, un agnello che rabbrividisce di freddo dopo la tosatura.
Jeffrey Moussaieff Masson attinge a storia, letteratura, studi
scientifici e all’esperienza personale, agli incontri con allevatori e
attivisti del movimento per la liberazione animale per dare voce a queste
creature e illustrarne la straordinaria e complessa vita emotiva. Forse non
smetteremo di mangiare carne dopo averlo letto, né di indossare capi in
lana, ma senza dubbio Il maiale che cantava alla luna è un libro
appassionato e intelligente, che offre numerosi spunti di riflessione e
colpisce nel profondo la nostra sensibilità.
fonte:www.agireora.org
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